Il 5 luglio scorso, la città di Cardiff, in Galles, è stata
teatro di un importante assemblea — la Conferenza della Commissione
Internazionale per i Cittadini Europei (ICEC).
Questa ONG internazionale, è stata creata a suo tempo per unire movimenti, partiti, enti,
istituzioni e individui che sostengono gli ideali di una democrazia europea
ispirata dal diritto universale all’autodeterminazione dei popoli che si
impegna con fermezza a promuovere nel continente europeo.
L'ICEC funziona come un forum vitale —un punto di incontro
in cui si confrontano e si diffondono ragionamenti e riflessioni di natura
accademica, sociale e politica riguardanti il diritto universale
all’autodeterminazione, la democrazia europea e i diritti umani.
La Commissione è costituita da membri di varie
organizzazioni sociali, partiti politici e reti accademiche e accoglie
partecipazioni sia individuali sia a nome delle organizzazioni aderenti,
favorendo così un dialogo diversificato e inclusivo.
La recente conferenza di Cardiff è stata segnata dalla
partecipazione delle sette nazioni—Scozia, Galles, Catalogna, Paese Basco,
Fiandre, Südtirol e Veneto— che costituiscono l’ICEC integrate stavolta da due
delegazioni ospiti provenienti dalla Bretagna e dalla nostra Sicilia.
In modo particolare, la delegazione siciliana, rappresentata
dall’organizzazione "Trinacria”. In un gesto politico e parimenti di forte
valore simbolico, i rappresentanti dei gruppi presenti di queste nazioni hanno
firmato la "Dichiarazione di Cardiff", un impegno multilaterale a difesa
del diritto a un’autodeterminazione pacifica e democratica, sottolineando al
contempo l’importanza di rafforzare la collaborazione tra le delegazioni dei
sette paesi.
Questa dichiarazione traccia una visione condivisa di
indipendenza nazionale, fondata su principi fondamentali: partecipazione attiva
dei cittadini, sostegno reciproco e tutela dei valori democratici europei.
Riflettendo sull’importanza di questo raduno, Phyl
Griffiths, presidente di YesCymru, ospite e portavoce dell’ICEC in Galles, ha
commentato: «Questo è più di una semplice dichiarazione; rappresenta un passo
collettivo avanti per le nostre nazioni».
La presenza di una delegazione siciliana sebbene il
movimento nazionale isolano rimanga ancora poco organizzato e politicamente
marginale rispetto agli altri paesi partecipanti, riveste comunque un
significato rilevante.
Non solo sottolinea l’evidente riconoscimento internazionale
della centralità della Sicilia e dei suoi abitanti, ma marca anche il ruolo
fondamentale che le relazioni internazionali possono svolgere nel tentativo di
affrontare e risolvere la cosiddetta "Questione Siciliana".
La partecipazione a Cardiff rappresenta quindi
un’opportunità preziosa di crescita politica e sociale, dimostrando che anche
movimenti meno strutturati, come quelli che rappresentano le aspirazioni
nazionali e sociali della Sicilia, possono beneficiare del dialogo e della
cooperazione internazionale.
Questa conferenza ha celebrato l’impulso dei movimenti
indipendentisti europei, creando inoltre un terreno fertile per discussioni su
mobilitazione di massa, opportunità internazionali e coinvolgimento civico.
Inoltre, ha riaffermato l’impegno costante dei movimenti che
si riconoscono nell’ICEC nel costruire un futuro fondato sulla giustizia, la
democrazia e l’autodeterminazione —valori che continuano a risuonare e a
risultare indispensabili nel variegato panorama europeo.
In questo contesto, diventa evidente che la lotta dei
movimenti autonomisti e indipendentisti di tutta Europa richiede
un’integrazione armoniosa di sforzi diplomatici e di strategie politiche
mirate.
In regioni come la Sicilia, ad esempio, richiede che si
riconosca la necessaria centralità di politiche sociali per la pace e per la
smilitarizzazione intese non come semplici scelte strategiche, ma semmai come imperativi
fondamentali.
Questi interventi sono cruciali per rafforzare la
credibilità e garantire un sostegno duraturo agli sforzi di autodeterminazione,
permettendo a questi movimenti di andare oltre i confini locali e di risuonare
su un palcoscenico internazionale più ampio.

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