giovedì 21 luglio 2016

EUROSOCIALISMO, ORA!





Sono profondamente convinto che uno dei compiti più importanti che come Risorgimento Socialista, organizzazione politica del socialismo autonomo a sinistra, dobbiamo assumerci è quello di contribuire a collegare, far dialogare e coordinare analisi e azioni politiche tra le sinistre socialiste e i socialismi di sinistra in Europa, senza distinzioni tra Paesi U.E. ed ExtraUE. Appare evidente oramai che una organizzazione politica come il Party of European Socialists (PES) non è più in grado o non vuole assumere un ruolo diverso, differente rispetto a certe logiche neoliberiste e succubi di logiche proprie del capitalismo finanziario speculativo. Di fronte a questo vero e proprio “cedimento” del PES in termini di scelte, prassi ed analisi i socialisti di sinistra, le sinistre socialiste come anche tutti i socialisti che semplicemente rifiutano queste logiche si devono interrogare su quali possano essere il futuro e le prospettive del Socialismo nel Vecchio Continente.
Già da tempo in diversi Paesi , all’interno come all’esterno dei diversi partiti socialisti nazionali una siffatta riflessione trova spazio ed attori politici attivi e pronti a contrastare le logiche blairiane del PES e di gran parte delle dirigenze socialiste nazionali europee. La questione che è in campo è quella molto concreta di coordinare, ora e subito, questi sforzi, queste analisi, le diverse iniziative dando corpo a livello continentale a una piattaforma condivisa, plurale, federale di tutti i Socialisti che rifiutano le politiche neoliberiste oggi rappresentate dal PES e dalle sue scelte. Tutto ciò anche in virtù del fatto che la gran parte dei socialisti che condividono questa riflessione non si sentono rappresentati idealmente e politicamente dall’altra “famiglia” europea politica in seno alla U.E., la European Left, la cui storia, il cui background sono rispettabilissimi ma  altri e  diversi rispetto ai nostri.
La necessità di definire una stagione d’iniziativa del socialismo a sinistra in Europa, per tutta l’Europa a prescindere dai confini U.E potremmo sintetizzarla con la necessità di dare vita ad una stagione dell’EUROSOCIALISMO. Sapremo noi tutti socialisti di sinistra , pur nelle diverse situazioni e specificità, animare questa sfida che non è più rinviabile, dobbiamo restituire visibilità, spazio politico al socialismo, ricollocandolo nel suo naturale spazio ideale e politico a difesa dei deboli, dei lavoratori, per l’eguaglianza e per la libertà. Tutto ciò deve avvenire senza smettere di sperare ed adoperarci , affinché il PES possa essere recuperato al socialismo, senza tuttavia rinunciare ad una presenza politica che possa segnare la differenza e contrastare così i crescenti populismi spesso razzisti e xenofobi.

Tocca a noi!

Fabio Cannizzaro

Coordinatore di RS Sicilia

Animatore di RS Europa

sabato 6 febbraio 2016

LA SCELTA DI BERNIE...


Il voto per le primarie statunitensi nello Stato dello Iowa conferma, in campo democratico, il buon risultato del senatore socialista Bernie Sanders, che è stato sconfitto solo per un soffio dalla ex first lady e favorita per il ticket dem, Hillary Clinton. L’importanza del risultato di Bernie risiede, tuttavia, a mio avviso, non tanto o solo, nel risultato in sé, quanto in un elemento ben più importante ovvero la capacità di Sanders di “sdoganare” il socialismo democratico agli occhi di un’ampia fascia dell’opinione pubblica statunitense.
Con la scelta, non scontata, di concorrere per la nomination democratica per la corsa presidenziale, Sanders sembra aver iniziato ad incrinare l’ingiusta quanto falsa equiparazione, tout court, tra socialismo e comunismo negli Stati Uniti d’America.
Bernie attraverso un’oculata campagna ha potuto mostrare e dimostrare che essere socialisti democratici negli States non è solo una questione ideologica quanto un mix composito d’idee, valori, programmi che restituiscono al socialismo a stelle e strisce un’agibilità sociale e politica troppo a lungo sottrattagli. La possibilità di restituire una piena agibilità, libera dalle ipoteche caricaturali, cui suo malgrado dal secondo dopoguerra lo condannò la parificazione, errata e ambigua, con il comunismo statunitense, allora, fortemente filosovietico è un dato centrale, ineludibile nella vita politica degli U.S.A.  Voglio essere chiaro, ritengo che l’ancora non esaurita parabola elettorale sandersiana abbia un valore ed un senso non solo interno, statunitense ma ben più generale. Provo a spiegare meglio cosa intendo.
Appare evidente, anzitutto a noi socialisti, che il socialismo democratico, la socialdemocrazia, di tradizione e prassi europea, vive una profonda crisi, diversa ma non dissimile dalle difficoltà che vivono e subiscono anche altri settori della sinistra europea. Questo malessere in seno alla socialdemocrazia è un frutto composito dettato da diversi ordini di fattori, interni ed esterni.
Se da un canto è evidente che il Socialismo e segnatamente quello europeo oggi rappresentato dal PES non ha pienamente saputo analizzare prima e provare a risolvere poi i temi, le urgenze ed i bisogni che la società, i suoi lavoratori, i settori sociali più deboli e meno tutelati vivono anzi subiscono. I gruppi dirigenti socialisti europei ancora indugiano su analisi e prassi proprie di quella stagione non esaltante del socialismo che sommariamente potremmo definire, blairista. Una fase quella in cui si pensò fosse possibile la quadra del cerchio, ovvero che potessero convivere e conciliarsi insieme il liberismo, per lo più inteso come spregiudicata declinazione del capitalismo finanziario, e il socialismo democratico considerato latamente come portatore di esigenze, molto generiche, di stato sociale.  Tutto ciò ha mostrato, a chi vuol vedere, tutti i suoi limiti in Europa come altrove. Oggi comunque la crisi del socialismo democratico, della socialdemocrazia non è frutto solo di questo “scontro” quanto dettata anche dal fatto che l’azione socialista e democratica deve, da sé, qualunque sia la valutazione sul suo ruolo e sulle sue prospettive, essere conscio che la tradizionale idea che i socialisti debbano e possano lavorare, come in passato, solo o soprattutto a garantire una mera, quasi automatica, ridistribuzione contrattata e/o consociativa, del benessere capitalistico. Quest’ analisi appare, infatti, nel nostro tempo, insufficiente a leggere, in toto, la realtà.
Oggi iniziative come quella di Bernie Sanders negli U.S.A. o quella, seppure diversa nelle forme e modi, nel Regno Unito di Jeremy Corbyn testimoniano di un socialismo democratico, di ampi settori di sinistra socialdemocratica che ovunque operano e lavorano per ridefinire e rideterminare il senso di una sua azione e di una propria  presenza. In tale prospettiva si muove, anche in Italia, Risorgimento Socialista che è nata appunto per questa come organizzazione politica e che in tale chiave opera.
Guardiamo quindi al percorso di Sanders non alla ricerca di “modelli” di riferimento quanto, più e meglio, in una logica orizzontale, di confronto tra tutti i gruppi, movimenti e settori del socialismo democratico che nel Mondo lavorano a restituire prospettiva ai principi e ai valori, per noi insuperati e insuperabili, del Socialismo. Buon lavoro e ” in bocca al lupo”, dunque, al compagno Sanders e con lui a noi tutti dalla Sicilia, all’Italia a Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti d’America, America del Sud e ovunque nel Mondo.

Socialismo Sempre!


Fabio Cannizzaro

mercoledì 21 ottobre 2015

UN "NEW MODEL" PER LA SINISTRA?


La riunione promossa dal Circolo Socialista Nebroideo Indipendente  “Italo Carcione”per questo sabato a Galati Mamertino, ha una portata, evidentemente, legata alla specifica realtà del centro nebroideo e tuttavia rappresenta in concreto un esempio di “buone prassi” a sinistra da apprezzare e ripetere anche a livello più ampio.
Come spesso accade anche stavolta la soluzione più semplice è , anche a nostro avviso, quella destinata ad essere potenzialmente risolutiva potendo raccogliere ampi consensi. I compagni siciliani hanno , in concreto, promosso un incontro che riunisca concretamente, fisicamente insieme, intorno ad un tavolo, tutti coloro che a Galati Mamertino sono e si sentono ancora parte di quell’area progressista e di sinistra che è stata, nel recente passato, in questo Paese una parte né piccola né secondaria della società. Questa “intuizione”, ci domandiamo, vale solo per il piccolo paese di Galati o è concretamente applicabile, con gli ovvi accorgimenti del caso, anche a realtà più grandi o articolate? Domandiamoci: Un simile insieme di “pratiche” può valere anche per l’intera sinistra di questo Paese?
Noi non sappiamo quale sarà il concreto risultato politico che i compagni galatesi otterranno, ciò che invece ci sentiamo di condividere e sottoscrivere è il metodo. Troppi, troppo a lungo hanno coltivato l’idea, fattasi teorema, che fosse possibile pensare e realizzare l’unità politica a sinistra, della sinistra, attraverso una mera sommatoria aritmetica di “pezzi” di ceto politico. L’esperienza legata alla recente storia ci testimonia che così non è. Ciò che hanno fatto i compagni del  Circolo Socialista Autonomo “Italo Carcione” è stato sostanzialmente quello di chiamare a raccolta dal basso, in modo orizzontale, tutti coloro che, a Galati Mamertino, si sentono e quindi sono volontariamente collocati nell’area progressista e di sinistra. La necessaria, successiva conta dei compagni e delle compagne, in questo caso, potrà così, poi, prescindere da meri calcoli o posizionamenti tattici, che come spesso accade, sono sviluppati da una nomenklatura di sinistra sempre eguale a se stessa, incapace sia di rinnovarsi sia di imparare dai propri e dagli altrui errori alcunché. La chiamata a raccolta fatta dai compagni galatesi, agli individui, alle persone, ai compagni può essere, a nostro avviso, la chiave di volta di un possibile, anzi necessario “reset” a sinistra.
Stare a sinistra oggi diventa essenzialmente, prioritariamente una questione etica che può e deve superare gli interessi, i calcoli di parti, fazioni e/o partiti e partitini, recuperando le dimensioni più profonde della scelta di stare a sinistra militando.
Viene, dunque, dalla cosiddetta, presunta “periferia” un forte monito alla sinistra, a ciò che resta delle sue dirigenze politiche. Dirigenti che a parole propugnano , sostengono la riorganizzazione e la riaggregazione della sinistra e poi, però, in concreto, giorno per giorno, frappongono tutta una serie concreta di cavillosi impedimenti più o meno verosimili, in attesa di risolvere, a proprio favore o del proprio gruppo o fazione, la questione del “governo” della sinistra. Sarebbe bello , di fronte a tutto ciò, che il “monito” che nasce dalla sinistra galatese giungesse , forte e chiaro, all’intero corpo militante della gauche siciliana ed italiana. Sapranno, vorranno ascoltarlo?


Franco Nizza

mercoledì 14 ottobre 2015

LA NOSTRA STRADA, LE NOSTRE STRADE PER IL SOCIALISMO E LA SINISTRA!


La montante neocentralizzazione dello Stato promossa dal Governo Renzi ci deve vedere impegnati, senza se e senza ma, a difendere i principî ed i valori del miglior socialismo democratico e pluralista, federalista  all’interno come all’esterno della forma stato Italia e nel processo di riorganizzazione della sinistra in Sicilia come altrove.
E’ appunto in tal ottica, dai primi passi mossi come Risorgimento Socialista, che i compagni e le compagne siciliani, lavorano anche ad un coerente, conseguente modello di nuova organizzazione politica orizzontale, territoriale, autocentrata e confederata con il movimento che è in via di strutturazione in Italia.
In tal senso siamo avvantaggiati e forgiati dal lavorio politico svolto in questi intensi mesi e dai frutti che di questo si cominciano già a raccogliere nell’Isola.
Il soggetto siciliano è in via di formalizzazione e si confronterà, confederandosi con il Movimento per il Risorgimento Socialista apportando e reciprocamente ricevendo e scambiando conoscenze, analisi e riflessioni.
Sarà il prossimo 28 novembre il momento in cui, già organizzati e strutturati, formalizzaremo all’unisono, a Roma, questa comune, reciproca scelta d’azione e confederazione politica in nome del Socialismo e del futuro della Sinistra in Sicilia come in Italia, in Europa come nel Mondo .



Socialismo Sempre!


Sucialismu Sempre!

F.C. 

venerdì 18 settembre 2015

ADDOSSO A CORBYN!


Inizia il lavorio ai fianchi del leader laburista.

Quale credibilita’ attribuire alla sortita dell’industriale allam che si offre di sostenere e finaziare una eventuale scissione dei blairisti?



Dopo la democratica affermazione di Jeremy Corbyn alla testa del Labour Party del Regno Unito, si odono  i primi crepiti di guerra, ovvero sembrano essere partite le “manovre” volte a depotenziare il nuovo leader e soprattutto la nuova linea politica laburista.
Ecco allora apparire all’orizzonte l’iniziativa di un milionario, l’industriale Assem Allam che si offre di sostenere economicamente eventuali deputati che vogliano lasciare il Labour dopo l’elezione di Corbyn.
E’ questa una vera e propria chiamata alla scissione.
Occorre adesso interrogarsi e chiedersi cosa ci sia dietro l’iniziativa di Allam. In ogni caso, qualunque sia la portata della proposta resta un dato su cui riflettere, ovvero il fatto che certuni settori del laburismo , segnatamente vicini e/o nostalgici della visione blairiana con ogni probabilità proveranno ad ostacolare comunque il corso corbyniano.
Altra cosa è invece la reale agibilità di una “linea” come quella evocata da Assem Allam. L’idea di aggregare la destra laburista cioè i blairiani insieme ai delusi liberaldemocratici è una ipotesi, ad oggi tanto suggestiva quanto accademica.
Del resto i precedenti non giocano a favore di una simile ipotesi, dato che tutti ricordano la storia e la parabola dell’oramai scomparso SDP, il Social Democratic Party, fondato nel marzo del 1981 dalla   Banda dei Quattro: Roy Jenkins, David Owen, Bill Rodgers e Shirley Williams, che appunto lasciarono il Labour per tentare la via della scissione. La fine del SDP, mai divenuto un’organizzazione di massa,  poi confluito nei Liberaldemocratici, insieme all’altrettanto piccolo Partito Liberale, rende una scissione a destra, anche volendola definire forzosamente socialdemocratica, una ipotesi difficilmente accettabile da qualsivoglia settore del laburismo del Regno Unito.
Detto ciò c’è da giurare che gli attacchi a Corbyn continueranno e troveranno comunque sostegno finanziario e mediatico in settori economico-politici spaventati dal rilancio di una politica di sinistra perorata dal laburismo corbyniano.

Fabio Cannizzaro


venerdì 21 agosto 2015

GALATI MAMERTINO: SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO ANTIMAFIA AL FEMMINILE "FRANCESCA SERIO"























Si è svolta, ieri, a Galati Mamertino, sul versante messinese dei Nebrodi,  la manifestazione di premiazione della seconda edizione del Premio antimafia “Francesca Serio”.
Il premio organizzato dal Circolo Socialista Nebroideo Indipendente “Italo Carcione” in collaborazione con l’Istituto di Cultura Politica per la Questione Siciliana – xQS e l’Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca e con il patrocinio del Comune di Galati Mamertino ha visto la partecipazione attenta di un pubblico numeroso e partecipe che ha ben compreso il valore di un premio antimafia al femminile, intitolato tutt’altro che casualmente alla memoria della socialista siciliana e galatese , Francesca Serio.
Dopo una breve, ben calibrata introduzione e contestualizzazione dello scrittore prof. Luciano Armeli Iapichino si è avuto un momento musicale e recitativo legato al ricordo di Francesca Serio,  sfortunata quanto coriacea, figlia di Galati Mamertino che ha visto la partecipazione di Antonino Vicario e di Salvatore Franchina e di Sebastiano Montagna.
Sono, poi,  seguiti i saluti del Sindaco , Bruno Natale e del Presidente del Consiglio comunale, Gaetano Emanuele. Ha quindi preso la parola il prof. Alfonso Fratacci che per conto del Circolo organizzatore ha contornato con vivido tratto il quadro storico e politico in cui maturò la vicenda umana e politica di Francesca Serio e del figlio martire dela mafia, Salvatore Carnevale alla cui memoria è dedicato il premio.
E’ stato poi merito del prof. Luciano Armeli Iapichino introdurre Valeria Grasso, madrina della manifestazione che con vividi e commoventi parole ha presentato all’uditorio la figura, l’opera e lo spessore della premiata, l’On. Sonia Alfano spiegando ai presenti in modo tutt’altro che retorico anche la propria vicenda che l’ha portata a Palermo a contrapporsi alle richieste estortive di un noto clan mafioso cittadino.
E’ intervenuto poi il prof. Fabio Cannizzaro che ha spiegato ai presenti  il perché i socialisti del Circolo “Italo Carcione” hanno voluto prima  un premio al femminile e poi lo hanno conferito, quest’anno, a Sonia Alfano.
Ha preso quindi la parola lo scrittore e giornalista , Luciano Mirone che ha affascinato l’uditorio parlando sia sullo stato attuale dell’impegno antimafia sia ricostruendo puntualmente la vicenda dell’assassinio di Beppe Alfano e di come la figlia Sonia abbia iniziato la sua coraggiosa, inflessibile opera di contrasto ai responsabili mafiosi nonché all’area di contiguità intorno ad essi.
Il prof. Armeli Iapichino ha quindi  ceduto la parola all’On. Sonia Alfano che ha compiuto una accorata quanto coerente ricostruzione sia degli eventi che portarono all’assassinio del padre Beppe sia del contesto politico e criminale che è stato alla base di questo assassinio, riflettendo altresì sullo stesso stato attuale della lotta al fenomeno mafioso.  
Dopo questa serie di interessanti contributi si è svolta la premiazione vera e propria con il conferimento di una pergamena all’On. Sonia Alfano . A premiarla in qualità di “madrina” dell'iniziativa Valeria Grasso, testimone di giustizia , a sua volta ulteriore esempio di donna di tempra e di tenace concetto che ha voluto e saputo ribellarsi alla mafia, cui è stata donata a sua volta una targa di ringraziamento.
L’appuntamento resta inteso per l’anno  prossimo, sempre a Galati Mamertino, per la terza edizione di questo premio antimafia al femminile, che anno per anno, si sta caratterizzando per essere un’occasione unica di riflessione e confronto sui fenomeni mafiosi sui Nebrodi e nell’intero comprensorio messinese.

Franco Nizza




venerdì 3 luglio 2015

DALLA PARTE DELLA GRECIA, DALLA PARTE DELL'EUROPA, DALLA PARTE DEL SOCIALISMO !


Quanto accade in questi giorni, in queste ore, in Grecia pone ed impone a chi è, a chi si dice socialista una serie di interrogativi etici e politici.
Noi siamo schierati, senza infingimenti, dalla parte di coloro che credono che le scelte portate avanti dal Governo greco siano una risposta dovuta e per nulla “estremista” o “radicale” ad un diffuso, non sostenibile andazzo economico-finanziario e ad una interpretazione “eretica” del senso e dello spirito federalista europeo.
Una scelta quella nostra, come compagne e compagni impegnati per il Risorgimento Socialista, che è coerente con la storia e la migliore tradizione del socialismo peninsulare.
Ci rendiamo conto, tuttavia, che il campo del socialismo europeo, e anche quello italiano, è, oggi, attraversato e devastato dalla tentazione di taluni di “appiattirsi” su posizioni a supporto dell'attuale, iniquo sistema economico finanziario.
Un modello , questo, che se accettato finirebbe per mortificare e svilire le spinte europeiste dei socialisti riducendo la nostra presenza e il nostro impegno ad un ruolo “ausiliariorispetto alle scelte prese dal sistema sperequativo vigente. Tutto ciò è inaccettabile!
Noi non possiamo , non dobbiamo lasciare a questi “socialisti liberisti” la rappresentanza politica delle aspirazioni federaliste che furono di compagni come Colorni tantomeno la rappresentanza e la guida della lotta dei lavoratori in Italia come nel resto dell'Unione.
Deve essere ben chiaro che nessuna “salvezza” per l'Europa, per i Cittadini, per i Lavoratori, italiani ed europei, potrà venire dal liberismo, dal neo finanziarismo, dal verbo monetarista.
Questa è una evidenza che come socialisti non ci sfugge. E che non dobbiamo stancarci di sostenere e proclamare!
Taluni dicono che assumendo questa posizione, coerente si badi bene con i nostri valori e principi, noi ci collochiamo vicini alle sinistre radicali, ai “comunisti”.
A questi custodi della altrui ortodossia provo naturale rispondere che noi come socialisti coltiviamo, da tempi non sospetti, una visione riformatrice della società e che solo per il fatto che la nostra analisi converga con quella di altri, tra cui anche i “ famigerati” comunisti, non può renderla meno valida o importante.
Esistono settori del socialismo nostrano che in nome dell'anticomunismo sarebbero disposti a sacrificare ogni loro principio posizionandosi specularmente solo per il fatto di poter essere assimilati o confusi con i comunisti.
A costoro rispondo che io non sono anticomunista ma lombardianamente a-comunista, cosa che mi impedisce di prendere le posizioni giuste o necessarie basando, solo o esclusivamente, la mia azione, in negativo, sulle scelte dei comunisti, sui posizionamenti dei compagni comunisti. 
Io con questi non non concordo assolutamente né sulle basi né sulle premesse, ma forte anche del monito del compagno Saragat non solo non ne giudico aprioristicamente le scelte, ma non mi faccio comunque trasportare nell'anticomunismo delle, vecchie e nuove, destre.
Chiarito ciò è evidente che la questione greca ha svelato e svela divisioni interne non solo o tanto al socialismo italiano ma all'intero corpo del socialismo europeo. E' evidente che posizioni come quelle assunte dal compagno Martin Schulz, dalla maggioranza del PES, il partito del socialismo europeo, cozzano e confliggono sia con posizioni come la nostra sia con quelle di tutte le sinistre socialiste europee. E' , infatti tutt'altro che casuale che si constati nel socialismo di sinistra dell'Unione una convergenza di analisi che ci lascia ben sperare che sia possibile tornare a realizzare, senza fretta ma in tempi brevi, un coordinamento delle posizioni di sinistra del socialismo, che ci permetta di ridiscutere scelte e posizionamenti del PES e comunque del socialismo europeo.
In tutto ciò noi socialisti del Risorgimento Socialisti, reduci dall'assemblea nazionale di sabato scorso, 27 giugno, a Roma, siamo e restiamo convintamente in prima linea, nella convinzione che il Socialismo debba stare dalla parte giusta ovvero dalla parte dei lavoratori e dei cittadini a difesa dell'Europa politica dei Popoli e non di quella burocratica, monetaria e finanziaria.

Socialismo Sempre!


Fabio Cannizzaro